Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, o ADHD, fa parte dei disturbi del neurosviluppo, un gruppo di condizioni con esordio nel periodo dello sviluppo (DSM-5, APA, 2013).
Per molto tempo si è ritenuto che l’ADHD fosse un disturbo riguardante solo l’infanzia e l’adolescenza e che i sintomi principali scomparissero con l’età adulta, tanto che i criteri diagnostici sono stati sviluppati originariamente solo per l’età dello sviluppo. Solo alla fine degli anni ’80 è stato ufficialmente riconosciuto il carattere spesso cronico dell’ADHD che persiste in età adulta, e che anche in questa fase necessita di essere riconosciuto e trattato.
L’ADHD è un disturbo complesso che comprende una costellazione di manifestazioni cliniche tra cui le principali risultano essere la disattenzione, l’iperattività e l’impulsività. Alla triade classica dell’ADHD si accompagnano altri sintomi che possono presentarsi a livello individuale o con evidenza variabile nelle diverse fasi della vita, quali disorganizzazione, incapacità di monitoraggio, difficoltà socio-relazionali e disregolazione.
È possibile quindi che alcuni pazienti ricevano una diagnosi di disturbo di personalità, sulla base di alcuni sintomi che giustificano invece una diagnosi di ADHD sottovalutata o non individuata in infanzia e adolescenza. La persistenza nel tempo di un disturbo a esordio precoce e non individuato, infatti, rende difficile una diagnosi differenziale in età adulta perché alcuni aspetti del quadro clinico possono essere confusi con dei tratti personologici.
Una buona diagnosi richiede un’osservazione clinica estesa, l’ausilio di strumenti testali validati e un’anamnesi dettagliata per individuare i problemi attuali, la storia evolutiva e il funzionamento globale della persona.
Ogni intervento va adattato alla situazione specifica: effettuare una valutazione completa, spesso esito di un processo decisionale articolato e di un’importante collaborazione tra specialisti, è un passaggio indispensabile per poter pianificare l’intervento terapeutico più efficace.
Bibliografia
American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical manual of Mental Disorders, 5th ed. (DSM 5), Washington DC.
Mencacci, C., Migliarese, G. (2021). ADHD nell’adulto. Milano: Edra.
Termine, C., Uccello, M., Ventriglia, L. (2021). ADHD: dall’infanzia alla terza età. Roma: Carocci editore.





